Accusava malessere da circa una settimana. E ieri pomeriggio è stato trasportato all’Ospedale Cotugno di Napoli, il centro partenopeo specializzato in malattie infettive. Riguarda un uomo di 28 anni il caso sospetto di coronavirus che da ieri pomeriggio allarma il capoluogo campano. Il protocollo che era stato annunciato per episodi di emergenza del Cotugno è stato attivato e oggi si avranno i riscontri definitivi sul probabile contagio. Nella serata di ieri, presso la sede della Regione, la riunione convocata dal governatore De Luca con i dirigenti delle Asl e delle Aziende Ospedaliere della Campania durante la quale si è invitato a non cadere nella psicosi e si è chiarito che, delle tre persone ricoverate al Cotugno, due non risultano contagiate.

Il 28enne ricoverato è un turista cinese, originario della provincia di Hubei dove ha avuto origine il primo focolaio dell’epidemia. Il 20 gennaio era a Wuhan con la moglie. I due hanno deciso di lasciare la città e il 21 sono sbarcati all’aeroporto Fiumicino di Roma dove i controlli sanitari non hanno evidenziato problemi. Marito e moglie, freschi sposi, alloggiavano in un B&b del centro storico di Napoli. Ieri l’uomo si è recato al pronto soccorso dell’Ospedale dei Pellegrini. E da lì, a bordo di un’ambulanza del 118 partita dall’Ospedale del Mare – che dovrà essere bonificata – è stato trasportato al Cotugno. L’uomo si trova in isolamento con diagnosi di broncopolmonite e sospetto contagio da Cina virus. La moglie, che presenta sintomi più lievi, è anch’essa ricoverata. I test sui campioni sono stati inviati allo Spallanzani di Roma, che ha il kit specifico per la diagnosi. Da oggi l’attrezzatura verrà fornita anche al Cotugno.

«Il nostro ospedale – ha detto Maurizio Di Mauro, direttore generale della struttura ospedaliera – è il più importante del Sud per le malattie infettive. Siamo pienamente in grado di gestire la situazione anche da soli. Abbiamo due stanze di isolamento e siamo assolutamente pronti ad affrontare qualsiasi emergenza. Siamo un pronto soccorso attivo 24 ore al giorno e ci sono tante persone che chiedono informazioni. L’utilizzo della mascherina? È eccessivo. Bisognerebbe entrare in contatto con una persona contagiata per circa 14 giorni per far sì che il virus si diffonda. Parliamo di un virus per cui non esiste un vaccino, per questo c’è la possibilità anche di decesso». Al lavoro gli scienziati sullo sviluppo di un vaccino; le autorità sanitarie degli Stati Uniti hanno avvertito che sarà un processo «lungo e incerto». Sono 106 le vittime del virus, 4.500 i contagiati. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha alzato il livello di allerta ma ha invitato non cadere nel panico. L’Italia ha stanziato 2,1 milioni e un pool di 76 medici e infermieri mentre è rientrato il caso sospetto di Pistoia come i precedenti a Bari e Parma.

In Francia è stato riscontrato un quarto caso, un turista di circa 80 anni, molto grave. Un contagio anche in Germania, il primo da uomo a uomo in Europa. Tutti i Paesi si stanno preoccupando di rimpatriare i propri connazionali in Cina e soprattutto nell’area di Wuhan, dove si trovano anche circa 70 italiani. Ma intanto il “demone” del coronavirus, come è stato ribattezzato dal presidente cinese Xi Jinping, è arrivato anche a Napoli.