Non è il primo comune a farlo. Ad Angri, per esempio, il comune dell’agro-nocerino sarnese dove l’Unità di Crisi della Regione Campania ha individuato la nascita di un nuovo focolaio da coronavirus, il sindaco aveva preso già la decisione. E da oggi anche Ercolano, comune da Ciro Bonajuto (Italia Viva). A Ercolano, dunque, da oggi sarà permesso recarsi a fare spesa soltanto per una volta a settimana e in ordine alfabetico. Il tutto organizzato con una turnazione molto rigida. Dalla misura restano fuori farmacie e parafarmacie. Una decisione che ha naturalmente l’obiettivo di ridurre le occasioni di contagio da coronavirus.

Ogni famiglia nominerà dunque un capofamiglia – e qualora fosse necessario qualcuno che dovrebbe sostituirlo – che si recherà a fare la spesa. Il lunedì l’uscita sarà consentita alle famiglie il cui cognome è compreso tra la lettera A e la B, il martedì la C, il mercoledì dalla D alla F, il giovedì dalla G alla M, il venerdì dalla N alla S e il sabato dalla T alla Z. Non è concesso l’utilizzo di più di un cognome per famiglia. Al controllo delle credenziali dei clienti saranno destinate le forze dell’ordine e non i commercianti.  Gli esercizi commerciali che effettuano consegne a domicilio potranno continuare comunicando a una mail del comune la propria attività.

“Mi rendo conto che questa misura comporta un grosso sacrificio ed un notevole cambiamento di abitudine per la maggior parte delle persone, ma ci troviamo in un momento straordinario ed occorrono misure straordinarie. Se le rispettate non fate un favore a me, ma lo fate a voi stessi e a chi vi sta intorno”, ha scritto Bonajuto su Facebook. Lunedì 23 la prima vittima da Covid-19 a Ercolano: un uomo di 73 anni, residente in una casa di riposo, è morto all’Ospedale del Mare. Non si può parlare di un focolaio nel comune.