Dopo San Giuseppe Vesuviano anche in un altro comune in provincia di Napoli è stata disposta la chiusura delle scuole fino a venerdì 28 febbraio. E’ il caso di Cardito con il sindaco Giuseppe Cirillo che ha disposto con un’ordinanza lo stop delle lezioni per le scuole del territorio. La misura preventiva si rende necessaria per garantire agli studenti e a tutto il personale scolastico un ambiente più salubre e sicuro.

“Dopo essermi consultato con i dirigenti scolastici ho deciso di mettere in campo una serie di azioni per tutelare la salute dei nostri studenti e prevenire e la diffusione del coronavirus. Pertanto, si è ritenuto indispensabile ordinare la sospensione delle attività didattiche a scopo meramente cautelativo fino al 28 febbraio e attivare gli interventi di disinfestazione nelle scuole del nostro territorio” queste le parole del sindaco Giuseppe Cirillo.

Il primo cittadino rassicura la cittadinanza che non ci sono problemi di nessun tipo e che la decisione presa è soltanto per fini precauzionali. Ricordiamo ai cittadini di osservare le indicazioni del Ministero della Salute.

Nella giornata di ieri, domenica 23 febbraio, il primo cittadino di San Giuseppe Vesuviano, Vincenzo Catapano, ha ordinato la chiusura di tutte le scuole cittadine di ogni ordine e grado, pubbliche e private, a partire da lunedì e fino a sabato 28 febbraio incluso.

All’origine del provvedimento – che il sindaco ha comunicato con una diretta Facebook – “il fatto che il comune di San Giuseppe Vesuviano ospita una consistente comunità cinese e che molti membri di tale comunità risultano rientrati nelle ultime settimane, nonostante l’interruzione dei voli diretti, sfuggendo di fatto ai controlli sanitari istituiti alle frontiere”.

Il Comune ritiene fondamentale ai fini della tutela della salute pubblica avviare uno screening sanitario su tutti coloro che sono rientrati dalla Cina negli ultimi 15 giorni, per verificarne l’eventuale positività al test del coronavirus, “tenuto conto che le scuole del territorio comunale, frequentate anche da membri della comunità cinese, possano essere inconsapevoli ed eventuali centri di diffusione del virus”.

“E’ stata investita la prefettura di Napoli – si legge inoltre nell’ordinanza – per sollecitare un intervento diretto del Console della Cina a Napoli, affinché si avvii un rapporto di proficua collaborazione con la popolazione di origine cinese che vive sul nostro territorio, al fine di individuare per tempo e isolare eventuali casi sospetti”.