Dopo la chiusura del comune di Ariano Irpino, il Governatore della Campania Vincenzo De Luca ha disposto la chiusura di altri quattro comuni campani. L’indiscrezione è stata lanciata poco dopo le 21 da VocediNapoli.it e confermata poco prima delle 22 dall’ordinanza numero 18 della Regione.  Quattro i comuni salernitani coinvolti: Sala Consilina, Polla, Atena Lucana e Caggiano.

La decisione è maturata in seguito a un picco di casi di positività al coronavirus riscontrati negli ultimi giorni dopo il rientro dal nord Italia di numerose persone e per comportamenti “irresponsabili”.

L’ORDINANZA – Divieto dunque di allontanarsi dal territorio da parte di tutte le persone presenti. Divieto di acceso nel territorio comunale. Sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità.

Possono entrare e uscire dai quattro comuni in questione solo gli operatori sanitari e socio-sanitari, il personale impegnato nei controlli e nell’assistenza alle attività relative all’emergenza. Consentito il transito degli esercenti le attività consentite sul territorio e quelle strettamente strumentali alle stesse, con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione individuale.

LA DIFFUSIONE DEL CONTAGIO – Nell’area della valle di Diano risulta – si legge nell’ordinanza- una situazione di estrema criticità e gravità, correlata al contagio di 17 cittadini dei quali 11 residenti nel comune di Sala Consilina e altri diffusi prevalentemente nei comuni di Caggiano, Polla e Atena Lucana.

INIZIATIVA GALEOTTA – I soggetti positivi hanno avuto “contatti di caso stretti” con un rilevantissimo numero di soggetti – tra i quali almeno 45 nel comune di Sala Consilina, 20 nel comune di Caggiano, 10 nel comune di Polla, 8 nel comune di Atena Lucana. Il contagio potrebbe essere stato trasmesso nel corso di una iniziativa così come si evince nell’ordinanza: “Il primo contagio è avvenuto in circostanza che hanno coinvolto un elevato numero di persone che nei giorni successivi hanno circolato nei quattro comuni perché impegnati in attività “socialmente attive” prima di essere posti in isolamento.

LE PAROLE DEL GOVERNATORE – “La decisione di mettere in quarantena i quattro Comuni a sud della provincia di Salerno è la conseguenza di due iniziative messe in campo da un “predicatore” ed altri suoi collaboratori, in violazione a ordinanze già in essere. Si rimane davvero indignati di fronte a questa irresponsabilità che ha prodotto decine di contagi, la quarantena per quattro Comuni e decine di contatti che andranno verificati nelle prossime ore. Ho dato mandato all’Asl di procedere alla denuncia penale di quanti hanno promosso o partecipato a questa iniziativa per il danno enorme che ha prodotto sulla pelle di migliaia di cittadini, di migliaia di medici e infermieri impegnati all’ultimo respiro nella battaglia contro la diffusione del contagio. Nelle prossime ore, saremo se possibile, ancora più rigorosi di fronte a comportamenti irresponsabili, applicando le sanzioni previste, a cominciare da quanti hanno partecipato a queste iniziative. E in tutto questo prosegue senza soste il nostro lavoro per essere pronti ad affrontare l’emergenza dei prossimi giorni.

IL BOLLETTINO – Tra la città di Salerno e, soprattutto, la provincia, al momento il numero di contagiati è di 49 persone. Tra queste si è registrato un decesso (un uomo di Bellizzi) e la guarigione di una delle prime contagiate in Campania: una donna di 26 anni, rientrata da Cremona e originaria del Cilento.

In mattinata il governatore aveva chiuso il comune di Ariano Irpino per due motivi. “Il primo – ha spiegato De Luca – è l’inizio di una ricaduta legata all’arrivo dalle aree più contagiate del Nord di migliaia di persone in maniera affrettata e non controllata”.

“Il secondo – ha proseguito – è per la presenza ancora oggi di comportamenti individuali assolutamente irresponsabili. Come è capitato ad Ariano, e come si è verificato in un paese dell’area a sud della Campania dove i membri di una comunità, dopo aver dato vita a una loro cerimonia, hanno bevuto tutti dallo stesso calice, ritenendo forse di compiere un gesto mistico.