Errori e paure troppo spesso viaggiano insieme. Con la paura si commettono errori. Sbagliando si finisce per perdere fiducia nelle proprie capacità. Rino Gattuso lo sa molto bene. Ha parlato tanto, interrogato e guardato negli occhi il gruppo che domenica al San Paolo è crollato contro un Lecce attento e consapevole dei mezzi a disposizione. Ci sono spettri da abbattere e bisognerà farlo adesso. Per evitare un crollo in questa stagione malandata e altalenante. Non sarà semplice provare a farlo contro una corazzata chiamata Inter che, in questo momento, ha motivazioni elevatissime. La squadra di Antonio Conte è reduce dalla vittoria nel derby grazie alla quale ha conquistato il primo posto in classifica a pari punti con la Juventus. Una vittoria servirebbe al Napoli per risollevare l’umore e ritrovare benzina nelle gambe. Diversamente si rischia di fallire. Fallire una stagione partita male e che Rino Gattuso sta cercando di raddrizzare. Invertendo la rotta, ma a piccoli passi. Il mercato di gennaio ha dato il suo contributo anche se tirando le somme, il terzino sinistro resta una lacuna nell’organico. Partendo dall’analisi dell’ultima sconfitta, di fatto il Napoli con Gattuso in panchina (arrivato a metà dicembre) ha realizzato solo tre vittorie, con Sassuolo, Juventus e Sampdoria, in otto gare di campionato.

Domenica contro il Lecce sono state pagate le scelte effettuate dal tecnico. Come aver schierato insieme la coppia dei due centrali composta da Maksimovic e Koulibaly. I due difensori, da troppo tempo assenti, hanno mostrato tante lacune. Insieme, con Gattuso, avevano disputato solo una manciata di minuti. La difesa del Napoli, in dieci partite da quando il tecnico calabrese è sulla panchina del Napoli, ha incassato 15 reti. Più di quante ne sono state segnate. Il tanto auspicato ritorno di Koulibaly si è rivelato un flop. Il giocatore non è più lo stesso e ha bisogno di ritrovare forma e continuità. Sembra il fantasma di se stesso. La scelta del portiere Ospina, che piace tanto al tecnico per le giocate dal basso, sembra non trasmettere sicurezza al reparto arretrato. Alex Meret continua ad avere un problema al fianco e solo in caso di recupero totale potrà essere schierato in campo.

Numeri alla mano, finora i due portieri hanno giocato cinque gare a testa, in cui il colombiano ha incassato sei reti, Meret nove. L’inserimento di Dries Mertens per Lobotka, durante il secondo tempo dell’ultima gara al San Paolo, ha regalato brio in attacco ma di fatto ha lasciato scoperto il centrocampo. Dopo aver ottenuto il pari, il Napoli, togliendo Milik ed inserendo un altro uomo a centrocampo, avrebbe riequilibrato il reparto col 4 – 3 – 3. Restando a due, ha fatto in modo che il Lecce avesse il sopravvento. Se a tutto questo uniamo le disattenzioni dei singoli e gli errori commessi in fase difensiva, l’analisi della sconfitta è presto fatta. Ai fini del risultato non deve rappresentare un alibi invece, il rigore non concesso dall’arbitro Giua che ha deciso, come da regolamento, di non andare a rivedere l’azione con l’aiuto della Var. Con queste premesse e questo clima si affronta l’Inter nella semifinale di Coppa Italia.

Con qualche dubbio in difesa (Koulibaly – Maksimovic) e centrocampo (Zielinski – Fabian). Mertens potrebbe essere preferito dal primo minuto a Milik. Tra i convocati mancano Hysaj, squalificato, e Younes, ormai ai margini del progetto. La Coppa Italia torna così a essere, al momento, l’unico obiettivo percorribile per evitare un clamoroso fallimento stagionale. Ma guai a prendersela solo con Gattuso. La testa degli uomini in campo conta, eccome. L’attenzione cala quando l’obiettivo è troppo lontano. Da questo punto di vista c’è da lavorare ancora tanto