Io resto a casa? Macché: io resto in azienda. Perché se il governo non metterà in campo misure di sostegno alle imprese, se non arriveranno finalmente i soldi promessi – cassa integrazione per i dipendenti, sostegno a fondo perduto per le aziende – saranno i nostri dipendenti a dover restare a casa per sempre, a non avere più un posto di lavoro.

Da settimane noi imprenditori chiediamo al governo di mantenere gli impegni e denunciamo i gravissimi ritardi che compromettono gli equilibri finanziari e che hanno costretto migliaia di imprenditori a prendere la difficile decisione di non rialzare nemmeno le serrande, ma di arrendersi.

Noi non vogliamo farlo, ma vogliamo difendere i nostri dipendenti dalla trascuratezza dello Stato italiano e dalla concorrenza sleale delle aziende degli altri Paesi, che hanno giustamente aiutato le aziende già due mesi fa rimettendole in moto per tempo: il governo non solo non ha ascoltato il nostro grido di allarme, ma sembra intenzionato a spendere tutto in assistenzialismo. L’ultima idea geniale è quella della ministra Nunzia Catalfo: pagare gli stessi stipendi lavorando meno ore. Cioè il contrario rispetto a quello che servirebbe, cioè detassare gli straordinari, abbassare il costo del lavoro per renderci competitivi. Invece no, vogliono un esercito di stipendiati senza fare nulla, che, ovviamente dovrebbero poi votare per i partiti di governo. Allora voglio lanciare l’hastag #iorestoinazienda. Insieme ai miei amici imprenditori che hanno a cuore le loro aziende e il futuro dei loro dipendenti resteremo nelle nostre aziende stanotte e poi ancora fino a quando non vedremo i fatti seguire alle parole, fintanto che non arriveranno le risorse per la cassa integrazione e i contributi per sostenere le spese di questi mesi di chiusure forzate. Non vogliamo essere costretti a chiudere da un governo. Voi state pure a casa, #iorestoinazienda“. Lo scrive in una nota Gianluigi Cimmino, ceo di Pianoforte Holding, il gruppo che include Yamamay, Carpisa e Jaked.