Valeria Ciarambino, 4% in Emilia Romagna e il 6% in Calabria. Il voto regionale consegna al Movimento numeri da disfatta. Si aspettava un risultato del genere?
Le elezioni amministrative, dove ci siamo sempre presentati da soli, senza accozzaglie di listarelle e coalizioni insalata, ha sempre restituito un risultato decisamente inferiore rispetto alle politiche. Resta evidente che il risultato di Emilia e Calabria è inferiore alle aspettative. Ne prendiamo atto, con la consapevolezza che i risultati inanellati fino a oggi non vanno nella direzione del facile consenso, quello che qualcun altro ha costruito con la propaganda, salvo poi fuggire dalle proprie responsabilità.

Lei come definisce questo risultato: è una sconfitta, un segnale?
È un richiamo a non arrenderci. Oggi abbiamo maggiore consapevolezza che dobbiamo continuare a lavorare a testa bassa, scrollandoci di dosso ansie da prestazione per il risultato elettorale. Stiamo investendo per il Paese, è questa la strada che abbiamo scelto e che intendiamo continuare a percorrere.

L’assenza di un capo politico ha pesato sul voto degli elettori?
Luigi Di Maio non è più il nostro capo politico ma non si è certo messo da parte, anzi. Resta un riferimento fondamentale per tutti noi ed ha fatto sentire puntualmente la sua presenza nelle regioni al voto. Il capo politico oggi è Vito Crimi, che è stato accanto ai nostri candidati, li ha sostenuti e ringraziati per il loro impegno. In più, grazie soprattutto al lavoro di Luigi, in queste settimane il Movimento ha potuto contare anche su un nuovo livello organizzativo, costituito dai facilitatori nazionali e regionali, figure che si stanno rivelando fondamentali nel raccordo con i territori.

Quali saranno le conseguenze di questi risultati sulle elezioni in Campania di maggio?
Non abbiamo mai guardato alle regionali in Emilia e Calabria immaginando possibili ripercussioni in Campania. Se c’è un fenomeno al quale guardiamo da tempo con preoccupazione, e non è purtroppo soltanto il caso dell’Emilia Romagna, è alla pericolosissima avanzata nel nostro Paese di Salvini e di una Lega razzista e intollerante, e di questo centrodestra che è un bluff: si presentano come il nuovo ma dentro c’è tutto il peggio della vecchia politica, inclusi indagati e imputati. Devo però dire che il sistema De Luca che ha insinuato i suoi tentacoli in tutta la cosa pubblica regionale non è da meno.

Dopo l’Emilia e la Calabria siete ancora convinti che la strada sia andare da soli al voto, senza il Pd?
Sappiamo bene che la sfida per le regionali non possiamo vincerla da soli, ma non certo con i protagonisti della stagione dei De Luca, Bonavitacola, Franco Alfieri, Graziano e di quanti sono scesi a patti con il centrodestra di Caldoro e dell’imputato per voto di scambio Cesaro. Non dobbiamo vincere ad ogni costo, non abbiamo nessuna ansia da prestazione. Non sono le poltrone che ci interessano, ma il bene dei nostri cittadini. Purtroppo dal Pd continuo a sentire appelli che impongono il nome di De Luca come punto di partenza. Nessuno che sia del M5S potrebbe accettare una simile condizione.

Anche nel suo partito, però, c’è chi spinge per il dialogo con i dem.
È in corso una riflessione con tutti i portavoce e tutti gli attivisti della Campania, abbiamo il dovere di farla. E sul percorso che ci deve consentire di costruire un futuro nuovo per la Campania ci sono posizioni diverse, ma la decisione la prenderemo insieme. Chi oggi parla di accordo senza parlare prima di questo percorso non ci sta raccontando bene. Io mi batterò con tutte le mie forze perchè non si svenda l’impegno di tutti questi anni in nome di una vittoria che senza un progetto serio, senza paletti di trasparenza e legalità non vorrebbe dire cambiamento.

De Luca ha detto che vuole parlare al vostro elettorato. Cosa risponde?
Che i nostri elettori, i nostri attivisti e i tanti simpatizzanti non dimenticano cinque anni di nomine clientelari, di risultati disastrosi in ogni settore, di passeggiate a piedi sui binari lasciandosi alle spalle vagoni in fiamme, di liste di attesa infinite, di linguaggio violento e offensivo nei nostri riguardi, di circolari bavaglio per censurare la nostra zione di controllo. Con De Luca c’è un solo argomento di dialogo possibile: quello che tolga il disturbo e liberi la Campania della sua presenza.

Il Movimento come sceglierà il candidato per le elezioni regionali?
In assenza di un progetto condiviso serio e di valore, non consentiremo che ci sia possa essere un candidato a fare da foglia di fico a tutti gli scempi che in questi anni abbiamo combattuto. In ogni caso, il candidato del M5S sarà scelto, come sempre, dai nostri iscritti sulla piattaforma Rousseau. Così come per ogni decisione che ci riguarda, i nostri attivisti sono e restano per noi il principale riferimento.

Dalle regioni al governo. Quali saranno i contraccolpi sulla maggioranza? Conte, oggi, è più forte o più debole?
Oggi l’unica preoccupazione del presidente Conte, del governo e della maggioranza che ne regge le sorti è di realizzare nei tempi prefissati tutti i punti del programma, e questo ci consentirà un po’ alla volta di cambiare il volto del nostro Paese. Un impegno che sono certa sarà profuso fino alla fine del mandato elettorale.