“Ta-ttà” è un intercalare che in napoletano indica l’immediatezza, la velocità, la prontezza nel fare o realizzare qualcosa. Christian Barone l’ha scelta per Napoli Ta-Ttà, la start-up che ha fondato una volta tornato a Napoli e che definisce come il primo store co-creativo del Sud Italia, «dove – afferma – è possibile fare impresa ». Christian Barone è un ingegnere informatico. Ha studiato alla Federico II di Napoli e si è laureato nel 2010. La strada che si trova davanti alla fine degli studi è quella della maggioranza dei giovani meridionali: fare le valigie e andare via. Come molti altri, verso il Nord Italia. Per lui partire è un dramma: «Piangevo tutti i giorni. Lasciavo a Napoli tutta la mia vita». Si trasferisce così a Milano, dove trova lavoro per Accenture, multinazionale che si occupa di consulenza di direzione e strategica, servizi tecnologici e outsourcing. Per anni fa la spola tra Milano e Torino ma non arriva mai a sentirsi a proprio agio.

«Forse – dice – siamo noi incapaci a sviluppare le nostre capacità, forse è la politica, ma credo dovremmo investire e migliorare molto per sfruttare la cultura e le possibilità del nostro territorio». È lontano da casa che comincia a chiedersi: come faccio a valorizzare la mia città? Gli viene così un’idea. Chiama un amico d’infanzia che si è laureato in comunicazione e che a differenza sua non aveva abbandonato Napoli, e lo coinvolge. La sua idea è quella di creare una linea di t-shirt che celebri aspetti e personaggi della napoletanità e del Meridione. «Il nostro motto – ricorda – era: “io sono ciò che indosso”». Napoli Ta-ttà nasce nel 2013 e lo store va via via arricchendosi di contenuti. Le stampe sui capi propongono variazioni sul tema partenopeo dai più stereotipati – come San Gennaro, Maradona, il Vesuvio – ad altri meno scontati – coma la patrona Santa Patrizia, O’Munaciello e il Cavalluccio Rosso di Così Parlò Bellavista di Luciano de Crescenzo. Con gli anni partono collaborazioni con Radio Marte e con il San Gennaro Day. Sul marketplace del sito della start-up designer e artigiani possono vendere le loro creazioni. Le collaborazioni con esterni sono però possibili soltanto con altre realtà del sud. Praticamente è uno store sudista.

L’ultimo progetto è Ta-ttà Heartbit: un crowfunding a scopo benefico finanziato dalle vendite delle magliette. Napoli Ta-ttà attualmente si avvale di sei dipendenti. Barone – che nel frattempo continua a fare l’ingengere informatico – è l’amministratore e dice: «Mi fa ridere quando si dice che Milano è una città smart e che Napoli invece si arrangia. Qui pecchiamo di comunicazione. Non sappiamo valorizzare le nostre qualità anche se abbiamo un piglio, una creatività superiore». E infine ci tiene ad aggiungere: «Fare impresa al sud è possibile. E anche noi sappiamo essere smart». Ta-ttà, appunto