Acquisti un capo, lo provi a casa e se non è di tuo gradimento ti restituiscono i soldi. Ecco l’ultima novità nel mondo dello shopping. Si tratta del cashback che letteralmente vuol dire “soldi indietro”. Fino a poco tempo fa l’operazione avveniva soltanto per lo shopping online. L’acquisto su siti che propongono capi di abbigliamento è considerato meno consapevole rispetto a quello che invece avviene di persona in un negozio e così, da anni, gli e-commerce, oltre a sostituire un capo perché danneggiato o perché la taglia non corrisponde alle necessità del cliente, restituiscono a quest’ultimo l’intera somma spesa. Da un anno, la stessa politica è stata adottata anche dai negozi.

Zara è uno dei primi marchi di abbigliamento low-cost ad aver inserito il cashback tra i suoi servizi. L’azienda spagnola ha il merito, ormai da anni, di indovinare i gusti e le esigenze di chi compra, di anticipare e di lanciare le tendenze: fantasie e tessuti riescono sempre a intercettare le preferenze della clientela. E anche in questo caso ci ha visto bene. Gli amanti dello shopping comprano online anche perché hanno la certezza di vedersi restituiti i soldi spesi qualora l’acquisto non dovesse soddisfare le aspettative: a questo punto, perché non trasferire la stessa dose di sicurezza anche quando si acquista direttamente in negozio?

«Da quando ho scoperto il servizio di cashback spendo molto di più. Ero abituata a provare ogni cosa prima di comprarla, adesso no. Entro, porto alla cassa tutti i capi che mi piacciono e anche quelli di cui non sono convinta, tanto poi mi ridanno i soldi», spiega Amalia durante il suo giro di shopping e come lei decine di compratori in giro per lo store. La strategia di vendita risulta eccezionalmente efficace: intanto compri, poi ti restituiamo i soldi. Ma lo shopping online accorcia ulteriormente le distanze. È possibile, infatti, ordinare un capo e ritirarlo nel punto vendita più vicino così da poterlo vedere ed eventualmente scegliere di non acquistarlo. I commessi guidano il cliente e così chi compra ha tutti i vantaggi dello shopping online senza perdere il rapporto vis a vis con chi consiglia taglie e colori adatti.

Negli ultimi mesi altri brand low-cost propongono ai clienti il cashback. Bershka applica la stessa procedura e restituisce i soldi al cliente insoddisfatto nel giro di trenta giorni. H&M resta legato al buono o al cambio, ma se si è titolari di una carta Hello member, una specie di vipcard che si esibisce a ogni acquisto, è possibile ottenere la restituzione del denaro precedentemente speso. Altri negozi, invece, preferiscono non rischiare di dover restituire il denaro. Benetton o la Coin, per esempio, sono tra questi. Il cashback, infatti, non è imposto da nessuna normativa.

Se è vero che i negozianti sono tenuti a sostituire un capo difettoso, non sono obbligati a cambiarlo nell’ipotesi in cui il cliente si renda semplicemente conto di non gradire abbastanza quel capo o magari, una volta tornato a casa, si accorga di non sapere con quali scarpe indossarlo. Non c’è alcuna legge che impone al venditore il cambio, dunque. Si tratta di una cortesia che il commerciante rende al cliente. Ormai, nel settore del commercio, la consuetudine si è radicata ed esimersi significherebbe indurre gli amanti dello shopping a spendere altrove.