Vorrei ringraziare il direttore Travaglio che sul numero del Fatto Quotidiano di ieri mi riserva un commento, diciamo così, acidulo: «Un altro colpo fenomenale per Matteo Renzi. Un acquisto da urlo. La conferma che Italia non è Viva: è vivissima! – scrive Travaglio -. L’endorsement che aspettavamo tutti arriva sul quotidiano che troppo a lungo abbiamo atteso tornasse in edicola: il Riformista di Alfredo Romeo e Piero Sansonetti. L’editoriale porta la firma pregiatissima di Giulio Di Donato. Per i più giovani: una colonna del Psi craxiano negli anni di Tangentopoli. Vice di Bettino e “vicerè” di Napoli, a fianco di altri giganti di quell’allegro mondo clientelare, come Cirino Pomicino e Francesco De Lorenzo».

E aggiunge: «Ecco, ora che abbiamo presentato Di Donato, veniamo al punto: il nostro sostiene Renzi». Sì, difendo Renzi, che non ho il piacere di conoscere, penso che le cose che dice sono nella sostanza giuste, e, anche se possono sembrare strumentali, tali rimangono. E mi permetto di chiedere: pensa il direttore del Fatto che la prescrizione sine die risolva i problemi della giustizia? O, come dicono magistrati e avvocati si tratterebbe di un rimedio peggiore del male? E per fare processi rapidi, oltre a rinfoltire gli organici, non sarebbe utile depenalizzare, estendere i riti alternativi, semplificare le procedure e separare la pubblica accusa da chi deve giudicare?

E invece del reddito di cittadinanza, un colabrodo costoso e inefficace, non sarebbe meglio il reddito di inclusione allargato? Ed infine per evitare che decine di miliardi restino lì a marcire per anni perché non applicare il “metodo Morandi” alle centinaia di cantieri bloccati a nord e soprattutto al Sud, che è sul punto di dichiarare bancarotta? Se no anche il “Piano per il sud” annunciato dal Conte bis resta una chiacchiera, una delle tante. Ah! dimenticavo: condannato, riabilitato, col vitalizio ultradimezzato, ma riformista, socialista e craxiano. Si, come prima e più di prima. Non se la prenda, direttore, e buon fine settimana.