Caro Paolo (Siani), ti scrivo dopo aver letto su Repubblica la tua riflessione a sostegno della candidatura di Ruotolo. Le perplessità che avevo provato ad argomentare nei giorni scorsi su queste colonne sono aumentate. Adduci tre ragioni a sostegno: è un candidato di popolo e che unisce, è anticamorra, è anti-destra sovranista (e pericolosa). Per ora unisce o accosta il Pd con de Magistris. No, grazie. Dobbiamo connetterci alle persone, infatti tu affermi che è anche di popolo e dialoga con sue qualificate espressioni (come le sardine). Allora desumo che vincerà a mani basse, e nulla quaestio. Diversamente dovremmo trarre sgradevoli conclusioni a cui bisogna resistere.

Veniamo a quell’impegno anti-camorra che per te diventerà una preziosa azione parlamentare e sociale. Quanto al piano parlamentare, oggi in commissione antimafia ci sono solo il Pd e la sinistra con Franco Mirabelli, Andrea Orlando, Pietro Grasso. I migliori giornalisti raccontano (anche verità scomode) ed è già un gran lavoro così. Fare è un’altra cosa. Neanche mi convinci quando parli di importante “apertura alla società civile” che non trova risposta negli attuali partiti. Una risposta semmai la offrono quelli come te, iscritto al Pd, mentre Ruotolo si iscriverà al gruppo misto. Alla fine resta in piedi che è il candidato anti-destra. Dubito dell’attrattività di un simile argomento se non accompagnato da una proposta seria per quel territorio.