Ancora per l’intera giornata di oggi, Capodimonte ospita un convegno sull’opera di Caravaggio negli anni napoletani. Gli interventi di studiosi del Merisi sono tanti e fitti e seguono la mostra che è stata ospitata proprio a Capodimonte nel 2019, imperniata sul capolavoro delle Sette opere di Misericordia (1608). Maria Cristina Terzaghi, studiosa del Caravaggio e dei caravaggeschi, nella sua introduzione al convegno parla di ”sentieri di ricerca”, volendo sottolineare che molti elementi della personalità del pittore, come degli spostamenti subiti dalle sue opere, sono ancora da definire. Insomma Michelangelo Merisi continua a interessare e ad affascinare gli storici del settore, pronti di volta in volta a nuove analisi e approfondimenti che riprendono il filone di studi presentati in occasione di mostre già allestite, facendo riemergere senza soluzione di continuità una nuova lettura dei fatti.

Rossella Vodret, tra i più attivi ricercatori e curatrice di importanti mostre dedicate all’artista (come l’ultima, “Dentro Caravaggio”, Milano 2017), non è nuova ad affondare oltre l’apparenza la sua indagine. Infatti è pronta a sbalordire con nuove analisi conoscitive esperite sulla tela della Giuditta e Oloferne, conosciuta come seconda versione, l’opera ritrovata nel 2014 a Tolosa e presentata nel 2016 con attribuzione discordante al Caravaggio. In verità, alcuni particolari iconografici della rappresentazione portano a un riesame attributivo, confermato, ed è questa la scoperta che Vodret presenta, da un esame della pellicola pittorica che denota come sia stata in alcune parti ridipinta.

Non è un vero ripensamento, perché l’analisi del pigmento sottostante svela che, al momento della ridipintura, la pittura fosse perfettamente asciutta. Il fiammingo Louis Finson, del quale si conosce la versione della Giuditta e Oloferne esposta a Palazzo Zevallos, era molto vicino a Caravaggio e, secondo una ipotesi non peregrina, potrebbe aver portato con sé la tela partendo per il suo Paese e, per qualche motivo, averla, come dire, “aggiustata”. I rapporti tra Finson e Caravaggio sono oggetto di relazione dello storico dell’arte Gianni Papi, ed è questo uno dei contributi, tutti interessanti, in programma oggi a Capodimonte. Tra gli ospiti il Museo di Capodimonte diretto con passione da Sylvain Bellenger e dal suo staff.