La saracinesca aperta dopo 60 giorni, la spesa fatta, i dipendenti richiamati dalla cassaintegrazione e i riders organizzati e pronti a spedire le centinaia di consegne che per tutto il pomeriggio erano state prenotate. Poi verso le 17 la notizia che non avrebbero potuto riaprire. È successo ad alcuni locali del Vomero, quartiere di Napoli famoso per la presenza di centinaia di ristoranti take away. In via Cilea ci sono varie paninoteche da asporto di questo tipo: Puok, L’oca nera, Tortora e anche Fermo Pizza. Tutto era pronto per la grande ripartenza ma un cavillo ha bloccato le loro attività: “I vigili hanno detto che noi non siamo adibiti alla vendita dei panini tramite delivery, sebbene il nostro locale sia nato proprio con questa formula. Facciamo consegne da 4 anni”, ha spiegato Francesco Trombetta uno dei titolari dell’Oca nera Burger Station di cui è anche cuoco.

I vari pub sono stati inseriti nel decreto come “Gastronomia, pasticceria e bar”, che secondo la norma dovrebbero essere aperti dalle 8 alle 14. L’apertura serale come pizzeria e pub non sarebbe per questo motivo stata loro concessa. “Nel decreto c’è scritto Pub, pizzerie e affini. È in questa imprecisione che si è creata la confusione”. Molti locali take away di questo tipo non hanno potuto aprire i battenti e la rabbia è divampata tra i gestori.

“Abbiamo fatto rientrare i nostri dipendenti dalla cassa integrazione, abbiamo investito soldi per comprare tutto per essere a norma come guanti e mascherine. Avevamo centinaia di prenotazioni e le abbiamo dovute disdire tutte. Per riaprire ci è costato 1.000 euro di spesa dopo 60 giorni che non abbiamo incassato nemmeno 1 euro. E noi non abbiamo diritto ai 600 euro, o gli altri bonus perché non ci rientriamo. Anche noi dobbiamo mettere il piatto a tavola”. Tanta amarezza per la prima sera di ritorno alla vita persa ma domani la situazione dovrebbe essersi chiarita e rientrare tutto nella normalità.