Un passo indietro per obbligare gli alleati a fare un passo avanti. Il giorno dopo le dimissioni annunciate di Clemente Mastella, il senso della scelta del sindaco di Benevento è chiaro: la Lega scopra le carte e ammetta le sue intenzioni, e ambizioni, nel Sud Italia. Lui, poi, penserà alle sue. L’ex ministro della Giustizia risponde con forza a quanti, nel Carroccio sannitico, hanno opposto un veto alla sua presenza, «superare la figura di Mastella per ritrovare l’unità del centrodestra», mettendoli di fronte ad un aut aut. E con un tempismo non casuale. Dimettendosi ora, infatti, le elezioni comunali nel capoluogo campano, alle quali si ripresenterà, coincideranno con le regionali. E, se l’alleanza tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia dovrà reggere, non potrà essere differenziata: insieme sì, ma su tutti i fronti aperti.

Da Forza Italia, intanto, fanno sapere che Mastella non si tocca. «Va bene il dibattitto interno alla coalizione – dice Armando Cesaro – ma Clemente Mastella è una risorsa per il centrodestra». Il capogruppo regionale di Forza Italia, infatti, si dice certo che dagli alleati arriverà presto un attestato di lealtà e che la candidatura del sindaco di Benevento non è in discussione. Ad essere in discussione, invece, sono le candidature dei presidenti di Regione, tanto in Puglia quanto in Campania. Dopo la brusca frenata lungo la linea gotica, la Lega reclama una candidatura nel Sud Italia. Dall’Umbria in giù, infatti, delle quattro regioni amministrate dal centrodestra, nessuna è in quota leghista, mentre ben tre, Abruzzo, Molise e Basilicata, sono espressione di Forza Italia e una, la Sicilia, è di Fratelli d’Italia. I nomi sul tavolo per le candidature in Campania e Puglia, poi, portano il marchio, nell’ordine, di Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, disegnando così un quadro in netto contrasto con i risultati elettorali e con i rapporti di forza interni alla coalizione.

«I patti sono stati sottoscritti e non si torna indietro. Salvini ha dato la sua parola», dice la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che sulla candidatura di Raffaele Fitto alla presidenza della Regione Puglia non ammette ripensamenti. Dalla Puglia alla Campania, la leader si dice disponibile ad appoggiare la candidatura forzista di Stefano Caldoro forte dell’incasso su Fitto di Silvio Berlusconi, che nei giorni scorsi aveva blindato la candidatura dell’ex presidente della Regione Campania. Ma la conventio ad exclundendum tra i due soci di minoranza del centrodestra rischia di solleticare l’ambizione di Matteo Salvini che continua a sollevare dubbi sui nomi scelti dagli alleati e pensa a un candidato proprio. Almeno in Campania dove si rincorrono le ipotesi di un candidato espressione della Lega. E i nomi che circolano sono quelli del direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano e di Aurelio Tommasetti, già nominato responsabile del programma elettorale della Lega in Campania dal coordinatore regionale Nicola Molteni. Ma l’ex rettore non conferma l’indiscrezione e si smarca: «Non ne sono nulla – dice -io mi occupo solo del programma».
Ma un assist alla Lega arriva dall’ala più a sinistra di Forza Italia. Ieri, durante la riunione del Comitato scientifico della sua Voce libera, Mara Carfagna ha bollato come debole la candidatura di Stefano Caldoro.

«Gli alleati mostrano qualche perplessità riguardo al candidato espresso da Forza Italia, perplessità – chiarisce la vicepresidente della Camera – che anch’io avevo avanzato, se non altro perché è una candidatura rispetto alla quale gli elettori si sono già espressi, una volta con successo una volta senza successo». E aggiunge: «Bisogna uscire dal vecchio schema De Luca-Caldoro, sarebbe la terza volta che proponiamo il match. Credo si potrebbe proporre una candidatura più forte, più popolare». Così non la pensano, però, dall’altro lato del partito. «Stefano Caldoro – scrive in una nota Antonio Tajani – è stato il miglior governatore nella storia della Regione Campania. A questo bisogna aggiungere che in numerosi sondaggi è sempre risultato il candidato più gradito ai nostri elettori». Il vicepresidente di Forza Italia non risparmia una stilettata alla sua collega di partito: «Silvio Berlusconi ha personalmente indicato Stefano Caldoro dopo aver verificato la praticabilità di altre candidature. In tale occasione la stessa onorevole Mara Carfagna ha escluso una sua disponibilità a candidarsi. A questo punto ogni ulteriore discussione su questo argomento non è utile né a Forza Italia né alla coalizione coalizione né – ciò che più conta – alla prospettiva di dare ai cittadini della Campania una svolta positiva nel governo della Regione come è avvenuto in Calabria».