Il vecchio e il bambino. Pugilisticamente parlando, ovviamente. L’esperienza contro la freschezza. La tecnica contro il furore. La freddezza contro l’agonismo. È il più trito confronto che la boxe possa concepire – immortalato anche nel leggendario racconto La bistecca di Jack London – e prenderà luogo, ancora una volta, domani. Asti, Pala San Quirico, ore 23:00. Si combatte per il titolo vacante dei medi italiani. A salire sul ring OlihaEl ChapoEtinosa da una parte. E dall’altra Carlo De Novellis. Napoletano, figlio d’arte, all’appuntamento forse più importante della sua carriera a 39 anni. Sarà possibile seguirlo su Rai Sport (canale 57-58) del digitale terrestre.
Deve essersi appassionato piuttosto presto al pugilato “Carlitos”, come lo chiamano annunciatori e tifosi. Il padre, Guido, pugile prima di lui. E il nonno, Carlo, ancora prima. Zio Gennaro, ciclista e massaggiatore per il Napoli; zia Anna, argento mondiale di judo nel 1980, quando la disciplina al femminile ancora non era arrivata alle Olimpiadi. E poi la palestra omonima, la Pugilistica De Novellis; una sorta di Tana delle Tigri del Rione Traiano. Lo sport, insomma, è nel sangue a un po’ tutte le latitudini della famiglia.
Carlo combatte circa 70 march da dilettante, azzurro Juniores da superleggero e da senior (oggi Elite) nei medi. Passa professionista nel 2006. Nel 2008 combatte per il titolo italiano dei medi, perdendo ai punti contro Matteo Signani. Un infortunio alla mano sinistra tormenta la sua carriera da pro e così abbandona. Per poi tornare nel 2016. Ha un record di 11 incontri, sette vittorie, tre sconfitte e un pareggio. «Mi sono rimesso in gioco da tre anni — ha detto De Novellis alla Gazzetta dello Sport — perché avevo ancora qualcosa da dare a me stesso e alla boxe. Da due anni ho la qualifica di maestro di pugilato ed insegno boxe amatoriale nella palestra di famiglia». De Novellis, pugilisticamente parlando, è un demolitore, un bulldozer. E domani, sopra ogni altro aspetto, dovrà forse far valere l’esperienza. E uscire nel migliore dei modi dalle primissime riprese. Perché Etinosa è più giovane di 18 anni, ha dalla sua l’entusiasmo e la forza della gioventù e di una carriera in ascesa. Torinese, di origini nigeriane, il suo record da pro recita 10 match, tutti vinti, cinque per ko. Per un mese si è allenato alla Mayweather Boxing Club di Las Vegas, facendo sparring con lo svedese Badou Jack, ex campione del mondo dei supermedi e massimi leggeri Wbc e Wba, e con l’americano Caleb Plant, attuale campione Ibf dei supermedi.
All’angolo di De Novellis ci sarà Gerardo Esposito, allenatore e decano della boxe napoletana, palma al merito sportivo del CONI. A Il Riformista Napoli ha dichiarato: «Andiamo ad Asti coscienti di aver fatto una buona preparazione. Etinosa è un pugile brillante, più fresco. Ci sarà una bella atmosfera anche se sarà difficile. Saremo praticamente fuori casa». E chissà che non si tratti anche dell’occasione per riaccendere i riflettori su questo sport a Napoli. Dove da anni manca la grande boxe.