Fra i settori più colpiti da emergenza Covid 19 c’è sicuramente quello fieristico, una filiera che da sola produce in indotto di almeno 70 mln di euro (consideriamo che solo il “Comicon” produce 25 milioni di euro di impatto economico sulla città – dati Università della Campania).

Il Riformista” ha raccolto lo sfogo di Raffaele Biglietto Direttore e ideatore di “Fiera Tuttopizza” e “Fiera Tuttohotel”: “siamo colpiti dall’emergenza sanitaria nazionale che ha coinvolto e continua a coinvolgere in maniera drammatica il paese e ci auguriamo presto di poter riprendere le nostre attività di progettazione, allestimento, promozione, organizzazione e gestione di manifestazioni fieristiche ed eventi sia per soli operatori professionali sia per il grande pubblico.
A tal proposito, però, siamo particolarmente preoccupati per tutti gli addetti che operano nella filiera FIERE (project & sales manager, allestitori, addetti stampa e alle pubbliche relazioni, hostess, manutentori, elettricisti, idraulici, pittori, traduttori, web agency, agenzie di pubblicità, etc. etc.) poiché gli aiuti disposti dal Governo e dalla Regione Campania tengono conto solo o del fatturato a confronto tra primo trimestre 2019 e 2020 o nel caso dei lavoratori autonomi di un reddito inferiore ai 35 mila per il 2019.

Non si tiene invece in debito conto della particolarità del nostro settore che opera con investimenti e spese di gestione anticipate anche l’anno prima per l’anno dopo e che molti degli investimenti compiuti e delle spese anticipate fino a marzo 2020 che avrebbero almeno nel nostro caso potuto e dovuto generare ricavi con lo svolgimento della 5° edizione di Tuttopizza- Salone internazionale della pizza, programmata inizialmente a maggio 2020 era rinviata a data da destinarsi, hanno prosciugato le nostre casse.

La ripartenza, prosegue Biglietto, non sarà così rosea (si parla di una piena ripresa delle attività fieristiche a fine marzo 2021) tant’è che molte fiere in programma da marzo a dicembre 2020 o sono state annullate o sono ancora di incerta fattibilità.

Possibile che non si consideri l’impatto economico e l’indotto generato dalle fiere e gli eventi nella città di Napoli? Come potremo arrivare a marzo 2021 con ricavi da marzo 2020 pari a ZERO se dobbiamo continuare a pagare fitti per uffici, tasse e contributi? Quali aiuti e misure d’urgenza verranno prese per un settore che sarà tra gli ultimi a ripartire e che necessita di ulteriori investimenti per consentire in futuro il contenimento e la diminuzione di qualsivoglia contagio visto che le fiere si realizzano in contesti di grande assembramento?

Ci auguriamo di avere presto una risposta in tal senso…