Blitz anticamorra contro gli eredi del clan Lo Russo. Dalle prime ore del mattino, i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli e personale del Centro Operativo DIA di Napoli stanno eseguendo 24 misure cautelari, emesse su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, a carico di altrettanti affiliati al gruppo camorristico denominato “abbasc Miano”, costola del clan Lo Russo, operante nei quartieri cittadini di Miano, Marianella, Piscinola e Rione don Guanella.

Agli arrestati sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione di tipo mafioso, traffico di stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi, estorsione e usura.

Gli investigatori hanno focalizzato l’attenzione sulle “giovani leve” del clan che, dopo gli arresti e i pentimenti di esponenti di vertice del clan Lo Russo, hanno assunto il controllo della zona non senza spargimento di sangue.

OMICIDI E FAMIGLIE IN CAMPO – Ben 8 gli omicidi nel giro di poco più di due anni per assumere il controllo del territorio e la gestione degli affari illeciti. Dopo l’inizio della collaborazione con la giustizia dell’ultimo boss dei ‘Capitoni’, Mario Lo Russo, a Miano sono scese in campo diverse famiglie (Perfetto, Cifrone, Balzano, Scarpellini, Nappello) che hanno dato vita a una cruenta faida. L’ultimo omicidio è avvenuto all’alba del 23 gennaio in un circolo ricreativo di via Vincenzo Valente. Ad essere giustiziato Salvatore Bocchetti, 43 anni.

DETENUTI AL COMANDO – Controllo garantito anche dai solidi legami con affiliati detenuti da cui, nonostante lo stato di detenzione, hanno continuato a ricevere consigli e direttive grazie ai contatti mantenuti dai familiari che hanno consentito ai reclusi – secondo quanto ricostruito nelle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia – di partecipare alla vita del clan impartendo direttive sulle attività illecite da compiere.

ABBASC’ MIANO, IL PRIMO BLITZ – Nel novembre 2017, un blitz congiunto della Squadra Mobile e dei carabinieri della Compagnia Vomero nel quale vennero eseguite 43 misure cautelari, sgominò la piazza di cocaina di abbasc’ ‘o Messico (ex quartier generale dei capitoni) a Miano, gestita da Totore Piscetiello (Cangiano Salvatore), Mango Luigi, Annunziata Gianluca, Peluso Alessio e Fontana Giuseppe, detto Peppe ‘a mafia.