Tre decreti di confisca emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere sono stati notificati dalla DIA di Napoli nei confronti degli imprenditori casertani Raffaele Donciglio (53 anni), Vincenzo Cangiano (38 anni), Orlando Cesarini (74 anni), Domenico Ferraiuolo (69 anni) e Luigi Iannone (43 anni), attivi nel settore edile e delle forniture sanitarie.

Le indagini svolte dalla DIA, delegate dalla Procura della Repubblica di Napoli, hanno consentito non solo di ricostruire il loro assetto patrimoniale, ma anche di delineare la loro “pericolosità qualificata”, derivante dai rapporti emersi con il clan dei casalesi, fazione Zagaria, nel delicato e strategico settore della gestione degli appalti all’interno dell’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta.

La relativa inchiesta giudiziaria, per la quale sono stati già condannati – nel marzo scorso – dalla Corte di Appello di Napoli a pene che vanno dai 7 agli 8 anni di reclusione, aveva accertato la piena operatività del clan all’interno della struttura sanitaria, facendo emergere una pervasiva e consolidata rete di connivenze e collusioni venutasi a creare con appartenenti al mondo della pubblica amministrazione, della politica e dell’imprenditoria, che garantiva il controllo e la gestione, in regime di assoluto monopolio, degli appalti e degli affidamenti diretti di lavori all’interno dell’ospedale casertano.

I decreti di confisca, che seguono quelli di sequestro eseguiti tra il 2015 ed il 2016 su proposta del Procuratore della Repubblica di Napoli, hanno interessato beni risultati nella disponibilità diretta ed indiretta dei cinque imprenditori e riguardano quote societarie (imprese operanti nel settore edile e delle forniture sanitarie) ed immobili ubicati nella provincia di Caserta, nonché numerosi rapporti finanziari per un valore complessivo stimato in oltre 6,5 milioni di euro.