L’ex Governatore non ha dubbi: il centrodestra unito resta la compagine più forte alle prossime elezioni regionali. Stefano Caldoro, sondaggi alla mano, preferisce un approccio pragmatico e guarda oltre. Oltre le polemiche interne al gruppo campano di Forza Italia per la sostituzione dei vertici provinciali, oltre il risultato deludente di domenica scorsa alle elezioni suppletive. L’obiettivo per il centrodestra regionale resta battere la sinistra. Tanto più che quella che si sta andando costruendo a Napoli con l’elezione di Ruotolo ha le sembianze di un «fronte illiberale e giustizialista».

Stefano Caldoro, sabato scorso il coordinatore regionale Domenico De Siano ha nominato i nuovi commissari provinciali. Stanislao Lanzotti ha preso il posto di Paolo Russo a Napoli, Fulvio Martusciello è subentrato a Cosimo Sibilia ad Avellino mentre lo stesso De Siano ha preso il posto di Vincenzo Fasano a Salerno. Delle sostituzioni che proprio Paolo Russo ha definito “sospette”.
Non drammatizziamo. I cambi erano previsti da mesi e quei nomi erano sul tavolo da tempo. Il segretario regionale De Siano ha semplicemente ritenuto di procedere con gli avvicendamenti e le sue scelte meritano fiducia. Io spero prevalga la responsabilità di tutti a lavorare, ancora una volta, insieme. Poi, com’è naturale che sia, non tutti possono essere d’accordo. Le liste per le prossime elezioni sono aperte. Dovremmo trovare ben cinquanta candidati per la Regione e ci sarà spazio per le posizioni di tutti.

Domenica scorsa Salvatore Guangi, il candidato del centrodestra, ha raccolto il 24% dei consensi, un risultato praticamente invariato rispetto al 2018. Come interpreta questo dato?
Tra schede nulle e bianche i voti validi sono stati l’8,4%. Quando l’astensionismo raggiunge questi livelli non c’è nessuna analisi politica ed elettorale che tenga. È una bocciatura netta delle istituzioni cittadine. Più del 90% degli elettori ha voltato le spalle al sindaco che si è speso in prima persona in questa campagna elettorale, con un suo candidato. Il grande tema è quello della sfiducia degli elettori verso le istituzioni a loro più vicine: partendo dal Comune fino alla Regione.

Partito democratico e Movimento Cinque Stelle hanno ufficializzato i propri candidati, in attesa di trattare. Il centrodestra quando scioglierà la riserva? Come si risolverà la dialettica tra Forza Italia e gli alleati?
È giusto che ci sia un confronto nazionale ampio, ci sono più regioni coinvolte. Io non ne ho mai fatto una questione personale. Ho ringraziato per la stima e la fiducia il presidente Berlusconi e, allo stesso tempo, ho apprezzato il riconoscimento per la mia esperienza amministrativa arrivato da Salvini e Meloni.

Ma Forza Italia ha ancora in Campania un peso tale da imporre un suo candidato, o dovrà cedere alle richieste della Lega?
Forza Italia resta sicuramente molto forte in Campania. Ma lo sono anche la Lega e Fratelli d’Italia. Il centrodestra nei sondaggi è in netto vantaggio sia rispetto al Movimento Cinque Stelle che alla coalizione di centrosinistra. Un vantaggio di dieci punti che esiste, però, solo se restiamo uniti. Esiste una dialettica in corso che non deve però mai superare il livello della divisione, sia all’interno di Forza Italia che con gli alleati. Al di là delle differenze dobbiamo tenere un profilo unitario contro gli avversari, che sono e restano il M5s e il centrosinistra. Il pericolo arriva da lì.

Quale pericolo?
Quello di una fronte illiberale e giustizialista. Le forze che si sono compattate intorno a Ruotolo esprimono una sinistra estremista e sicuramente minoritaria. Una sinistra che emana un editto bulgaro contro Salvini, dicendogli “stai lontano da Napoli”, è in linea con la minaccia di utilizzare lo ‘spray al profumo’ contro chi dissidente. Lo scontro vero è qui, tra due visioni contrapposte: tra chi è garantista e chi è giustizialista, tra chi è riformista e chi è estremista.