Da sabato scorso è gratuito l’uso dei mezzi pubblici in Lussemburgo. Come sarebbe adottare la stessa misura in Italia? Proviamo a immaginare. Niente più file dal tabaccaio o alla macchinetta per i biglietti. Niente più tornelli e quindi nessun saltatore che neanche la pubblicità dell’Olio Cuore. Niente più biglietti di carta buttati ovunque all’uscita della metro. Ottimisticamente parlando, niente più di tutto questo. E ancora. Meno traffico nelle strade. Meno ingorghi “a croce uncinata”. Meno smog. Meno rischio di paralizzare la città inaugurando nuovi cantieri. Meno stress per il parcheggio che non si trova mai. Meno gente ubriaca alla guida. Sempre ottimisticamente parlando, meno di tutto questo.

Il Lussemburgo – primo al mondo – vuole con questa decisione incentivare l’uso del trasporto pubblico e ridurre l’inquinamento. Unica eccezione: la prima classe dei treni. Hai visto mai che si tratti della misura giusta? Secondo molti economisti ed esperti di urbanistica il costo può effettivamente diventare un disincentivo all’uso dei mezzi. E se fosse – ammesso che si investa in un servizio migliore – la chiave di volta dell’annoso problema della mobilità? In Lussemburgo, però, i ricavi della mobilità rappresentavano appena l’8% degli investimenti nel settore. E il Granducato (600mila abitanti in tutto) resta il paese con il pil pro capite più alto al mondo (115mila dollari). Abbiamo immaginato. È stato bello finché è durato.