È su consulenze esterne nel settore legale che si sta concentrando la nuova indagine della Guardia di finanza, nucleo spesa pubblica, che ieri ha eseguito un’acquisizione di atti negli uffici dell’Anm, la società napoletana mobilità che gestisce i trasporti su bus in città. I finanzieri del I gruppo, guidati dal colonnello Salvatore Salvo, si sono recati nella sede di via Giambattista Marino per prelevare una serie di documenti ritenuti utili a un’indagine della Corte dei Conti, inchiesta ancora allo stato embrionale che punta a verificare se il meccanismo delle consulenze esterne sia stato utilizzato in modo da determinare spreco di denaro pubblico e dunque un possibile danno erariale per le casse pubbliche. Si apre dunque un nuovo capitolo giudiziario che punta la lente su sprechi di risorse, su consulenze sospette, su presunte irregolarità nelle consulenze legali della partecipata comunale. Quello delle consulenze, tra l’altro, è uno dei temi su cui ha posto particolare attenzione la Corte dei Conti nel bilancio annuale in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario.

Ieri mattina, mentre i finanzieri su mandato dei magistrati contabili si recavano negli uffici di via Marino per acquisire atti e documenti, in piazza Plebiscito si celebrava la cerimonia inaugurale dell’anno giudiziario contabile. Il presidente della Corte dei Conti della Campania Salvatore Nicolella ha puntato l’accento sulla carenza di organico (solo sei magistrati) che “ci danno una quadro di riferimento ridotto – ha spiegato – Le statistiche si fanno su grandi numeri, non su numeri contenuti”.

Dall’inizio dell’anno sono state depositate due citazioni e si è potuta fissare la trattazione dei giudizi solo fino all’udienza del 9 luglio 2020. Il quadro della realtà tratteggiata attraverso l’analisi annuale dei procedimenti della magistratura contabile è un quadro con tante ombre. Sono le ombre di amministrazioni locali “con gravi difficoltà tematiche in sede di controllo”, ha affermato il presidente Nicolella. “Sono emerse molte difficoltà di gestione, enti in dissesto finanziario”. Di qui l’importanza della sezione controllo e la sinergia con la guardia di finanza. In particolare, sono stati svolti 132 interventi, conclusi con imputazione di responsabilità amministrativo contabile nei confronti di 954 soggetti, per un danno erariale accertato di oltre 873 milioni di euro. I più significativi fenomeni illeciti che sono venuti a galla hanno riguardato il comparto della gestione degli enti locali, delle concessioni demaniali, dell’utilizzo del patrimonio dello Stato e delle cosiddette società partecipate, nel quale gli accertamenti svolti hanno evidenziato quelle che sono state definite come “gravissime forme di negligenza e di inefficienza”.

Da qui è scaturito un danno per le finanze pubbliche di oltre 834 milioni di euro. Nel dettaglio il disavanzo è riconducibile a irregolarità nel sistema di gestione e di affidamento in proroga degli appalti, come i servizi di raccolta e gestione dei rifiuti solidi urbani, ma anche il servizio idrico. Danni economici sono derivati anche dal dissesto di società a totale partecipazione pubblica e di enti locali, ma anche per la mancata riscossione di tributi locali affidati a soggetti giuridici che sono risultati privi dei requisiti per svolgere tale attività. Non è tutto. A corollario delle attività svolte, sono state formulate, inoltre, alla competente magistratura contabile proposte di sequestro conservativo per oltre 126 milioni di euro ed effettuati sequestri disposti dalla stessa Procura contabile per la somma di 975 mila euro. Altro settore in cui sono stati svolti accertamenti importanti, dal punto di vista finanziario, è stato quello relativo ai controlli tesi a verificare il rispetto delle leggi che regolano il pubblico impiego. Per questo settore è stato segnalato un danno erariale per un importo complessivo di 22 milioni di euro a causa della violazione delle disposizioni normative in materia di assunzione di personale e per il conferimento di incarichi esterni da parte di Enti pubblici e dalle cosiddette società partecipate.