È una storia di abusi e orrore quella che arriva da Boscoreale. Una vicenda ancora più agghiacciante se si considera che i protagonisti hanno tra i dieci e i quattordici anni. E ha dieci anni lei, la vittima, e solo qualche anno in più gli altri, i sei ragazzini accusati di averla violentata a turno costringendola a seguirli in uno scantinato.

La storia è ora al centro di un’inchiesta coordinata dalla Procura dei minori di Napoli. Le indagini sono affidate al commissariato di Castellamare di Stabia. Proprio in commissariato, l’altro giorno, sono stati convocati i sei sospettati di essere gli autori delle violenze. Alcuni di loro hanno pianto di fronte ai poliziotti e alle contestazioni che venivano mosse nei loro confronti, altri hanno negato di aver preso parte agli abusi legando la loro difesa al fatto di non comparire nei video.

Sì, i video. Perché le scene delle violenze sulla bambina di dieci anni sarebbero state anche filmate con i cellulari dai ragazzini accusati di averle commesse, come per conservare un ricordo di quell’orrore da trasformare in qualcosa di cui vantarsi tra coetanei. Orrore su orrore. La vittima è una bambina. La denuncia è partita dopo il racconto che la piccola ha avuto il coraggio di fare ai genitori superando la paura. Si indaga su due episodi in particolare, uno avvenuto ad agosto e un altro a dicembre scorso. I fatti sarebbero accaduti in una zona periferica di Boscoreale. Gli abusi si sarebbero consumati in uno scantinato abbandonato che i ragazzini usavano come luogo di ritrovo prima di trasformarlo nel luogo delle violenze perverse.

Un caso che riporta alla mente la storia degli abusi che un gruppo di dodici minorenni, a Pimonte, commise su un’amica solo “per divertirsi”, come emerso dalle indagini. Un caso, questo di Boscoreale, che rischia di dissolversi in una sentenza di non doversi procedere per l’età dei presunti responsabili, quasi tutti tra gli 11 e i 13 anni e dunque al di sotto della soglia dell’età imputabile che è 14 anni. Un caso simile a quello che si è concluso proprio in questi giorni e ha avuto come protagonisti sei ragazzi, cinque dei quali minorenni e non imputabili. Erano accusati di aver abusato sessualmente di una bambina di 11 anni, loro compagna di scuola. Gli abusi, secondo il racconto della ragazzina, avvenivano dove capitava, a casa oppure in strada. Una volta anche nei bagni della scuola. I fatti sarebbero accaduti a Calvizzano nel 2018, ma un processo non ci sarà: i presunti responsabili non hanno l’età minima prevista dalla legge.