Sala piena, posti in piedi a villa Sanfelice di Monteforte, sede della Fondazione Salvatore. Il benvenuto di napoli alla nuova edizione de Il Riformista non poteva essere più caloroso. “Una voce nuova e fuori dal coro per indignarsi di meno e fare di più” nell’augurio di Stefania Brancaccio, cavaliere del lavoro. “Una novità che, nella tradizione del pensiero liberale, possa risvegliare quell’idea di opinione pubblica che si è smarrita nel tempo”, secondo Lucio D’Alessandro, rettore dell’università Suor Orsola Benincasa. “Un’opportunità di dialogo, critico e costruttivo, anche sui beni culturali”, come detto da Paolo Giulierini, direttore del Mann. E ancora, “un beneficio per tutti perché il coraggio e la forza di portare in stampa un giornale con questa connotazione fa bene e consente di evitare il pensiero breve dei social a favore del pensiero dell’approfondimento, del dialogo, del dibattito”, come detto dallo scrittore Maurizio De Giovanni.

E’ il Riformista, da oggi in edicola anche con l’edizione napoletana. E dal modo con cui istituzioni e cittadini hanno partecipato all’evento di presentazione del giornale nato dall’idea imprenditoriale di Alfredo Romeo, si ha la sensazione che Napoli aspettasse questa novità. “Perché l’odore della carta è importante, ci aiuta a pensare, a confrontarci, a recuperare il dibattito e dare speranza al futuro”, ha affermato Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria. Una voce in più, dunque. “Una stretta di mano simbolica tra il giornale e la città – come l’ha descritta il direttore editoriale Marco Demarco – per non limitarsi a raccontare i fatti ma dare al lettore la possibilità di farsi delle opinioni e partecipare al dibattito delle idee che caratterizza il giornale”. Il Riformista sarà, dunque, anche pensiero, senso di comunità, confronto aperto, e sempre sui pilastri della libertà e del garantismo. “Per portare idee su fatti veri e non immaginare fatti e raccontare idee” ha spiegato il direttore Piero Sansonetti.

“Idee oneste e libere”, come sottolineato dalla condirettrice Deborah Bergamini, “una sfumatura in più rispetto al pensiero unico che si sta diffondendo”, quello creato attraverso le formule degli algortimi della rete e dei social. Non formali i saluti dell’assessore comunale di Napoli Alessandra Clemente, accompagnata dal capo di gabinetto Attilio Auricchio, e di Patrizia Boldoni a nome del governatore Vincenzo De Luca. Presenti, tra gli altri, il sindaco di Benevento Clemente Mastella, il presidente del consiglio di amministrazione di Città della Scienza Riccardo Villari, Graziella Pagano di Italia Viva, l’ex governatore campano Stefano Caldoro, il commissario dell’Agcom Antonio Martusciello e il deputato Paolo Russo, i magistrati Carlo Alemi e Vincenzo Galgano, il vicepresidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli Gabriele Esposito, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Ottavio Lucarelli, il presidente del Corecom Campania Mimmo Falco, l’ex rettore dell’università Federico II Guido Trombetti, la presidente della Fondazione Napoli Novantanove Mirella Stampa Barracco.