Caro direttore,
l’ho vista l’altra sera in tv e ho molto apprezzato le tue idee sulle possibili politiche per il Mezzogiorno. Sono convinto anch’io che non sia il caso di disperdersi nel discorso sulle eventuali esenzioni fiscali per attirare i pensionati nelle località turistiche del nostro Mezzogiorno, mentre sarebbe essenziale riservare le risorse necessarie per provvedere alla costruzione di aeroporti, di strade, di reti ferroviarie, di infrastrutture necessarie a rendere vivibili e attrattive le tante cittadine e i tanti borghi delle zone costiere e di quelle interne.

Ma ancor di più mi ha colpito il tuo accenno al mondo del lavoro. Mi riferisco allo studio su una politica che io, per motivi psicologici, non definerei delle gabbie salariali, ma chiamerei politica delle differenziazioni retributive che andrebbero configurate in base a vari fattori. In primo luogo il costo della vita, ma anche l’intervento dello Stato con opportune detrazioni, agevolazioni fiscali per i dipendenti e i lavoratori, da un lato, e incentivi alle aziende disposte a investire, richiamate ovviamente già dall’abbassamento del costo del lavoro, dall’altro. Sono convinto che la sinistra non dovrebbe lasciarsi fuorviare da posizioni puramente ideologiche, ma valutare, come hai ben detto, muovendo dal calcolo costi-benefici. In questo stesso senso di una iniezione di empirismo e pragmatismo va anche un’altra considerazione che colgo l’occasione di fare e che si riferisce alle perplessità espresse dall’“appello degli intellettuali” a proposito della candidatura di Ruotolo per le suppletive al Senato. Credo (in consonanza con l’intervento di Roberto Esposito di qualche giorno fa) che la cosa importante in questo caso sia il raggiungimento di una certa unità nel centro-sinistra dal Pd fino a Dema e a Sinistra Italiana. Non è questa unità quello che proprio molti intellettuali hanno auspicato in questi anni di divisioni e suddivisioni?

E, ancor di più, non è questa unità, pur difficile da realizzare, l’unico modo per costruire un argine sicuro al populismo e al sovranismo? Per salvaguardare la democrazia rappresentativa, i valori della Costuzione, più in generale della cultura occidentale? Un sano realismo non confligge con l’elaborazione di un progetto più complessivo di rinnovamento della società. Colgo l’occasione, infine, anche per dire qualcosa sulle prossime elezioni regionali. Condivido il tentativo di costruire un’alleanza tra la sinistra o se si preferisce il centro-sinistra e il Movimento Cinque Stelle, ma non ritengo che debba essere la sinistra o il centrosinistra a porre o ad accettare una pregiudiziale preclusione alla ricandidatura di Vincenzo De Luca, che come governatore uscente ha sicuramente una notevole forza elettorale, oltre che una sperimentata capacità amministrativa.

Non posso poi concludere questa mia lettera senza manifestare la ragionevole speranza – vorrei dire la certezza, se il governo lo consentisse – che la nomina di Gaetano Manfredi a ministro dell’Università e della Ricerca possa portare a un rilancio della politica per lo sviluppo della ricerca e degli studi universitari, innanzitutto attraverso lo stanziamento di risorse adeguate, all’altezza dei Paesi europei più avanzati, e un uso di esse che tenga anche conto della difficile situazione degli Atenei e delle strutture di ricerca del Mezzogiorno. Di nuovo complimenti e auguri per il successo di questa nuova, benemerita avventura nel difficile mondo della “carta stampata”.