Una frase buttata lì, quasi per caso. Ma la casualità difficilmente si sposa con le intenzioni di Aurelio De Laurentiis. Programmazione, carisma e voglia di rivalsa. Da quando è alla guida del club dal 2004, ha lavorato sempre e costantemente per la crescita del Napoli. Ecco perché la frase pronunciata sul palco durante la serata dell’anteprima del film di Carlo Verdone, non può essere casuale. «Questo ci aiuterà a riguadagnare il terreno perduto», ha detto dopo aver salutato il capitano Insigne al momento dello scatto della foto di rito. Una frase che offre lo spunto per molteplici interpretazioni. A chi, o cosa si riferiva il presidente del Napoli?
Qualche problema di salute ultimamente ha costretto il produttore cinematografico al riposo forzato. Ha scelto di tacere per circa due mesi. Per evitare di intensificare i malumori, in un momento delicato, il più delicato della sua gestione. Per lasciare tempo alla squadra di farsi riplasmare con l’arrivo del nuovo tecnico, Gattuso. Poi ha ripreso a parlare ma è intervenuto sulle vicende arbitrali.
Dopo la novità annunciata dal numero uno della Figc Gravina, in merito alla possibilità di sperimentare l’utilizzo del challenge (la chiamata all’on field review da parte delle squadre), Dela ha detto la sua. Il nuovo regolamento fa tanto discutere e, se può esserci uno strumento per eliminare discrezionalità nelle valutazioni in campo, può essere solo quello tecnologico, ancora poco utilizzato. De Laurentiis ha ipotizzato una richiesta danni per i rigori negati e ha anche azzardato una sua idea: due fiches a disposizione degli allenatori per chiedere la verifica dei casi più dubbi. Ovviamente il tema Var e ipotesi challenge non sono gli unici argomenti che stanno a cuore al presidente del Napoli.
La frase pronunciata non ha alcuna attinenza al tema arbitraggio. Potrebbe ipotizzarsi un più facile riferimento al tema “multe”. La novità è che il ricorso per la ricusazione dell’arbitro nominato dalla società, l’avvocato Bruno Piacci, è stato respinto. Il ricorso era stato presentato dai legali di Insigne, Lozano, Manolas, Mertens, Milik e Zielinski sostenendo il concetto della rotazione nei collegi arbitrali perché Piacci si è già occupato di altre vertenze riguardanti il club.
Ora si passerà alla nomina del presidente dei collegi arbitrali. Gli arbitri designati dalle parti hanno tentato di trovare un accordo sul nome. I nominativi scelti dalla società non sono stati accettati dagli arbitri dei calciatori. I presidenti scelti dagli arbitri dei calciatori non sono stati accettati dall’arbitro del Napoli. Senza presidente il collegio arbitrale non è costituito e quindi spetta a chi ha proposto l’arbitrato (cioè il Napoli), chiedere al Tribunale la nomina del presidente dei collegi arbitrali. Puro tecnicismo. Ma il dato che emerge è che il Napoli temporeggia. La motivazione potrebbe essere pura strategia.
Attende gli esiti del turno di Champions League, di vedere cosa accade in Coppa Italia e soprattutto lo sviluppo del campionato? Per il danno d’immagine, poi, per il quale non c’è termine di scadenza, in caso di sentenza di lodo favorevole, il Napoli si troverebbe in una posizione di forza nei confronti dei propri tesserati. Ricordiamo che potrebbe richiedere fino ad un terzo del contratto dinanzi al tribunale.
Tra i nodi da sciogliere in questa fase della stagione non bisogna dimenticare ancora altri capitoli. Il futuro di Allan, tornato ad allenarsi dopo essere stato escluso dalla trasferta di Cagliari. Deve tornare a dimostrare il suo valore per riconquistare il posto in campo. Mertens, a un passo dal record di gol in maglia azzurra attualmente detenuto da ll’ex capitano Marek Hamsik, è diviso tra un contratto da rinnovare e la voglia di vincere qualcosa con la maglia del Napoli. Poi c’è il futuro dell’allenatore Rino Gattuso. Bisogna programmare già la prossima stagione, in attesa che questa possa prendere la giusta piega. Non mancano preoccupazioni e valutazioni da fare a stretto giro per Aurelio De Laurentiis.
Ecco allora che tutto torna a quella frase («Questo ci aiuterà a riguadagnare il terreno perduto»), tra un sorriso, una stretta di mano e un lodo arbitrale: chissà che adesso non torni davvero il sereno.