Ringrazio Salvatore Prisco per l’attenzione dedicata al mio articolo sull’appello “Disintossichiamoci”, che Prisco difende dalle mie critiche. Rilevo con piacere che i firmatari sono a favore della valutazione ma contro questa valutazione e che il sinallagma tra finanziamento pubblico e obbligo di dare conto è “un’ovvietà”. Bene. Ma allora occorre passare alla più scomoda pars costruens. Come ho scritto, un’altra valutazione per essere credibile non può tradursi in un 18 (o 24 o 30) politico ma deve discriminare. Sennò parliamo davvero di nulla.

E deve anche essere concretamente fattibile. Chi critica la bibliometria (che peraltro non interessa tutti i settori) finge di vivere in un mondo in cui tutti posso leggere tutto di prima mano, ma con i grandi numeri attuali questo è molto difficile. La proposta dovrebbe anche evitare di dare luogo ai vituperati eccessi burocratici, che attualmente vi sono – nel mio articolo lo riconosco. Se dare poi conto al contribuente è un’”ovvietà”, bene, ma si dica come si intende farlo in un modo fruibile e utile alle scelte dei 18enni. Buon lavoro. Noto a margine che l’accostamento tra la posizione che difendo e il populismo tagliapoltrone è semplicemente sbagliata. È vero invece il contrario: il programma elettorale grillino per le elezioni del 2018, al punto università e valutazione, riprende molte critiche di www.roars.it. Nulla di male, ma mi si permetta di rifiutare gli accostamenti impropri.