La Campania avvia lo strumento finanziario negoziale, SFIN, a supporto del sistema impresa regionale.
Per la prima volta insieme Cassa Depositi e Prestiti, Abi, Regione Campania e Sviluppo Campania, con una convenzione stipulata, fanno nascere SFIN, un nuovo strumento agevolativo che per la prima volta a livello regionale di avvarrà del Fondo Rotativo per le imprese di CDP.
“Ben vengano- afferma Giuseppe Arleo coordinatore dell’Osservatorio per la ricostruzione economica dopo COvid-19 di Competere.eu- strumenti innovativi di agevolazione alle imprese che coinvolgano oltre all’Ente Regione anche il sistema creditizio locale al fine di valutare in maniera ancora più approfondita coloro che abbiano merito all’ottenimento delle agevolazioni pubbliche. Adesso è fondamentale mettere in campo una massima celerità nelle valutazioni delle richieste ed erogazione dei fondi, sia da parte pubblica che del sistema bancario, al fine di aiutare in maniera concreta le imprese volenterose di effettuare investimenti”

Arleo porta nel think tank la sua esperienza di commercialista e fondatore dello Studio Arleo, realtà specializzata nella consulenza alle piccole e medie imprese nella partecipazione a bandi europei, nazionali e regionali, attiva come service anche per alcuni tra i principali studi di commercialisti italiani. Arleo, Già Presidente di Commissioni Studio in materia di Finanza in seno all’Ordine dei Commercialisti di Salerno e all’Unione Nazionale dei Dottori Commercialisti, è membro di Nuclei di Valutazione di fondi europei e autore di numerosi articoli in tema di finanziamenti alle imprese.

“Lo stanziamento dei fondi- spiega Arleo- in seno allo Sfin, da parte della Regione Campania, per le imprese operanti sul territorio regionale. è pari a 91 milioni di euro, di cui 15 milioni per le Aree di crisi, si mira ad agevolare gli investimenti nei settori del turismo, agroalimentare, aerospaziale, automotive e cantieristica, abbigliamento
e moda, energia e ambiente, biotecnologie e ict.
Sono agevolabili le Pmi e la Grandi imprese, sia in forma singola che associata, che vogliano realizzare
nuove unità produttive, ampliare quelle già esistenti, diversificare o cambiare totalmente la produzione
all’interno dell’unità produttiva, aumentare l’efficienza energetica, potenziare e migliorare l’offerta
ricettiva o commerciale.
Oggetto delle agevolazioni, nei limiti degli importo degli investimenti da realizzare, l’acquisto del suolo
aziendale nella misura massima del 5%, opere murarie ed assimilate entro il 40% elevabile al 70% per le
imprese operanti nel settore del turismo, macchinari impianti e attrezzature nuove di fabbrica, brevetti licenze know how programmi informatici entro il 50% e, infine, le consulenze entro il 4%.
L’importo minimo di investimento è pari a 500 mila euro, ridotto a 250 mila per le imprese facenti parte di
aggregazioni, fino ad un massimale di 3 milioni di euro.
L’agevolazione – conclude Arleo- consiste in un contributo a fondo perduto pari al 35% per la Piccola Impresa, 30% per la Media Impresa e il 20% per la Grande Impresa.

La restante parte è coperta con un finanziamento agevolato
da parte di CDP, con un contributo sugli interessi, ed un finanziamento bancario, erogato da una delle
banche finanziatrici convenzionate con la Regione Campania, di pari importo. La durata di entrambi i
finanziamenti non può superare i 10 anni con un minimo comunque di 4 anni a rate semestrali costanti il 30
giugno ed il 31 dicembre.”
Sono agevolabili gli investimenti avviati dopo la presentazione della domanda di agevolazione e conclusi
entro 30 mesi e comunque non oltre il 30 giugno 2023. La procedura attuata, ai sensi del D.Lgs. 123/98, è a
sportello pertanto la valutazione viene fatta rispettando l’ordine cronologico di arrivo delle domande.
I progetti vanno presentati esclusivamente in modalità telematica a partire dal 05 agosto 2020 dalle ore
12:00 ed è possibile registrarsi a partire dal 13 luglio 2020.