La Campania è terza per episodi di corruzione nel triennio 2016-2019. La statistica si evince dall’ultimo rapporto dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) Numeri, luoghi e contropartite del malaffare in Italia. Nel corso della quarta conferenza del Progetto educativo antimafia e antiviolenza intitolata La corruzione e il nuovo sistema politico-mafioso, promossa dal centro studi Pio La Torre al cinema Rouge et Noir di Palermo, è emerso come la regione che ha registrato più episodi di corruzione nel triennio sotto osservazione è la Sicilia, con 28 casi, una cifra pari al 18,4% del totale italiano.

A seguire il Lazio, con 22 episodi, e poi la Campania, con 20 casi. La classifica continua con Puglia e Calabria evidenziando come il fenomeno si verifichi più spesso nel Mezzogiorno del Paese.
A questo proposito la considerazione di Isaia Sales, docente dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e relatore della conferenza: «Se è vero che il numero degli episodi è maggiore al Sud, l’entità del fenomeno è più consistente al nord, come ha mostrato la tangente sul Mose».

Sales ha descritto la corruzione come «lo sgabello sul quale le mafie sono salite per fare il salto di qualità e pervadere il sistema politico ed economico, agendo sottotraccia». Per il sociologo Alberto Vannucci dell’Università di Pisa la corruzione è «un reato silenzioso che non crea allarme sociale, ma diventa presto pervasivo atta cando non solo la sfera pubblica ma ogni aspetto della vita quotidiana».