Ufficialmente tutte le porte restano aperte. Quelle di De Magistris che ha schierato Annamaria Palmieri. Quella del Movimento Cinque Stelle, le cui parlamentarie sono state vinte con 708 voti da Luigi Napolitano. E soprattutto quelle del Partito Democratico che punta sulla proposta condivisa a centrosinistra. Peccato, però, che nessuno abbia voglia di attraversarle quelle porte. E così ciascuno resta fermo nella sua stanzetta, aspettando che gli altri scelgano di convergere sul proprio nome.

Entro lunedì dovranno essere depositati alla corte d’Appello di Napoli i nomi per le elezioni suppletive, ma l’avvicinarsi della scadenza rende sempre più difficile trovare la quadra su un candidato condiviso. Almeno tra il Movimento e il Pd. «La candidatura comune non ci sarà. Noi metteremo in campo una proposta condivisa con le forze di centrosinistra. Speriamo in un ripensamento dei Cinque Stelle ma a questo punto verrebbero sulla nostra proposta». A parlare è il vicesegretario dei Democratici Andrea Orlando, ieri a Napoli per un’iniziativa organizzata della fondazione Italianieuropei insieme a Massimo d’Alema, oggi Leu, e al segretario cittadino del Pd, Marco Sarracino.

E proprio quest’ultimo sottolinea il concetto: «L’isolamento politico a cui si sono autocondannati i Cinque Stelle è incomprensibile, abbiamo chiesto di lavorare insieme per una candidatura comune che potessero essere volano anche per arrivare insieme alle elezioni Regionali». Tuttavia, sull’appuntamento elettorale di maggio non è ancora stata detta l’ultima parola.
«La porta al dialogo non si chiude – dice Orlando – noi siamo andati al governo con il Movimento Cinque Stelle perché riteniamo che parlare con loro sia il modo di confrontarsi con una parte del nostro mondo che è andata lì». Ma la volontà di riprendere le fila del dialogo resta. «Riteniamo – ha spiegato il vicesegretario Pd- che sia un’occasione perduta e un inaspettato regalo alla destra che è più competitiva senza un accordo».

Il Democratici napoletani quindi dialogano con gli ex per esprimere il proprio nome. Se Italia Viva confermerà di volersi smarcare dall’accordo, correndo in solitaria con Italia Viva, il candidato di sinistra sarà il risultato del ticket Pd-Leu. E non è detto che ieri Orlando e D’Alema non abbiano tirato le fila dell’accordo. Il tutto mentre si fa strada l’ipotesi di un nuovo progetto per l’ex presidente del Consiglio. Il seguitissimo account Twitter il Portaborse «È nelle stanze del potere. Conosce segreti. Sa prima degli altri cose che accadranno», una descrizione che ha dimostrato di onorare più volte, ieri ha twittato: «Adesso D’Alema vuole fare il prossimo presidente di Eni». Resta da capire se ci riuscirà.