L’Italia da ormai quasi un mese è sotto attacco. E sta combattendo la guerra più dura da 75 anni a questa parte. In questo momento difficilissimo, però, si sta riscoprendo una unità nazionale che sembrava persa. Così come la solidarietà. Sono tantissime le storie che arrivano da tutto lo stivale su persone che cercano di dare una mano ed aiutare chi sta in difficoltà.

Uno degli aspetti più devastanti della crisi economica dovuta è la crisi del commercio. Tantissime attività stanno chiudendo o sono in procinto di chiudere e sperano che l’emergenza finisca al più presto possibile anche se sarà tutto da vedere per come cambierà il mercato una volta passata l’epidemia.

Al Vomero, una delle zone più eleganti di Napoli e piena di negozi, magazzini, grandi firme, la situazione è veramente drammatica. Tantissimi hanno già chiuso per sempre, altri stanno valutando il da farsi e la mancanza di aiuti da parte del governo non rende la cosa semplice.

In particolare un gruppo di commercianti che gravitano intorno alla centralissima Piazza Vanvitelli, in questo momento difficilissimo con tanti dipendenti impossibilitati a lavorare e da dover proteggere, si sono visti recapitare a mezzo pec la richiesta di un grande proprietario immobiliare (da librerie a ristoranti passando per abbigliamento) di richiesta della pigione per intero. Una cosa dovuta, certo, ma che vista l’enorme crisi si poteva convenire di rateizzare visto almeno il mese di marzo ad incassi zero per gli imprenditori che in questa fase si trovano letteralmente con l’acqua alla gola.

Un’avidità che stona con le tante belle storie di solidarietà di cui va fiera questa città. Una strategia miope in un momento di crisi che letteralmente specula sulla vita della gente. Si perché dall’apertura o meno di questi negozi dipende la vita di centinaia di famiglie che forse riusciranno ad arrivare alla fine di marzo e ancor più difficilmente alla fine di aprile (se la serrata dovesse proseguire come sembra).