Agguato a Napoli dove poco prima delle 7 di questa mattina, giovedì 23 gennaio, i carabinieri sono intervenuti in una sala slot di via Vincenzo Valente a Miano, periferia nord, dove poco prima era stata segnalato il ritrovamento del cadavere di un uomo, ucciso a colpi d’arma da fuoco.

La vittima si chiamava Salvatore Bocchetti, 43enne pregiudicato in passato ritenuto dagli investigatori vicino al clan Lo Russo. Sul posto i militari del Nucleo Investigativo e la Scientifica. Non è chiaro l’orario in cui sono entrati in azione i killer. I carabinieri non escludono che l’omicidio possa essere avvenuto diverse ore prima, nel cuore della notte.

In via di ricostruzione la dinamica di quanto accaduto in una zona dove fino a qualche anno comandava il clan Lo Russo. Poi dopo l’inizio della collaborazione con la giustizia dei boss dei ‘Capitoni’ si è aperta una lotta, senza esclusione di colpi, interna per gestione degli affari illeciti.

Nei mesi scorsi sono stati numerosi i messaggi contro i pentiti dei “Capitoni”: dai fratelli boss Salvatore, Mario e Carlo a “Tonino” Lo Russo (figlio di Salvatore) fino al killer Mariano Torre. “La vostra libertà puzza di infamità. Via da questa città” recitava uno degli ultimi striscioni, accompagnato da una svastica e dal marchio “ztl” Lo Russo, apparso nell’aprile scorso all’esterno della scuola. Un messaggio che arriva, probabilmente, dalle famiglie (Perfetto-Cifrone-Balzano-Scarpellini) sopravvissute all’ondata di arresti avvenuta negli anni scorsi a Miano e colpite, nel corso del tempo, dalle dichiarazioni dei pentiti.