Infuria la bufera intorno al carcere di Poggioreale. Dopo la manifestazione di ieri che ha paralizzato l’intera zona in uno scenario surreale, da film, i familiari dei detenuti e le associazioni di ex carcerati si fanno appuntamento anche oggi pomeriggio. Le richieste di informazioni su ciò che sta accadendo all’interno del penitenziario sono sempre più insistenti. Nel mentre in tutta Italia la situazione rischia di esplodere come dimostra caso di Foggia. Il garante dei detenuti di Napoli Pietro Ioia, in una nota inviata a “Il Riformista”, ci informa:”Questa mattina, insieme ad alcuni volontari e delegati dell’associazione Carcere Vi.Vo, dell’Osservatorio Anticamorra di Scampia e dei Radicali, ho incontrato il dottor Fullone del Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania ed è emersa l’urgenza di un comportamento adeguato alla situazione eccezionale che stiamo vivendo. Stiamo creando una delegazione di familiari e una di detenuti, sia di Poggioreale che di Secondigliano, per ascoltare le richieste da portare all’attenzione del tavolo di concertazione che si sta creando affinché si possano adottare le misure per fronteggiare la situazione. Ribadisco con forza l’invito ai detenuti e ai loro familiari di cessare ogni tipo di protesta, perché al momento rischia di essere controproducente per tutta la popolazione carceraria. Serve uno sforzo da parte di ciascuno di noi davanti ad un’emergenza nazionale ed internazionale senza precedenti”.

Dello stesso avviso Samuele Ciambriello garante dei detenuti a livello regionale che racconta la giornata di ieri: ”Sono stato tutto il pomeriggio nel carcere di Poggioreale dove c’è stata una rivolta violenta che ha coinvolto almeno quattro padiglioni, in uno, il Napoli, i ristretti sono saliti sul tetto dell’edificio. Il divieto di colloqui per la paura del coronovirus, Il sovraffollamento, le celle e le condizioni verificate in tante mie visite in alcuni reparti dell’Istituto di Napoli-Poggioreale possono essere facilmente considerate in violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea per la tutela delle libertà fondamentali e dei diritti umani che inderogabilmente vieta ‘trattamenti o pene inumane o degradanti’, sono argomenti da trattare, denunciare alla Politica e alle autorità competenti. Così come il temporeggiare del Governo, la poca informazione, le contraddizioni nei decreti. Però la violenza dei detenuti non è accettabile, né giustificabile. Tanti padiglioni di Poggiorele hanno inteso protestare pacificamente con la “battitura” di pentole. La protesta è arrivata in tante carceri italiane: Modena, Frosinone, ma anche Vercelli, Alessandria, Foggia. Occorrono provvedimenti di sano realismo, di liberazione anticipata, di arresti domiciliari, e di clemenza”.

Insomma la situazione rischia di scappare di mano tanto che un invito alla calma arriva anche da Emanuela Belcuore e Patrizia Sannino, la prima Delegata All’Osservatorio Anticamorra di Scampia, ed entrambe esponenti della associazione Carcere Vi.Vo: ”Chiediamo ai detenuti di tranquillizzare gli animi e alle famiglie di cercare una mediazione. Non devono sentirsi abbandonati, non lo sono ma in questo momento qualsiasi tipo di protesta è controproducente, vista la disponibilità delle istituzioni nella risoluzione del problema”.