Parte da Napoli l’iniziativa per tutelare il Made in Italy. Si tratta di una commissione nazionale istituita dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli che lavora in stretto contatto con il Ministero degli Esteri e punta a tutelare gli interessi delle imprese grandi, medie e piccole per quanto riguarda l’internazionalizzazione del Made in Italy e contrasto alla contraffazione. “Tutto parte da Napoli – racconta l’avvocato Massimiliano Tisbo, segretario della commissione – con lo scopo di tutelare le eccellenze campane, dall’artigianato in poi. Nella prima fase abbiamo incontrato gli imprenditori e abbiamo chiesto loro quali erano le problematiche più grosse che riscontrano facendo impresa. Dopo aver raccolto le loro testimonianze ne abbiamo parlato con il Ministero degli Esteri con cui abbiamo aperto un tavolo di confronto”.

Nel team della commissione ci sono Gennaro Paipais, coordinatore, Antonino Sabino Sarno, vice-coordinatore, Emiliano Iasevoli, vice-coordinatore, Massimiliano Tisbo, segretario, Giuseppe Albanese, Michele Costigliola, Antonio Scotto Rosato, Giuseppe Picazio, Giustino Ferone, Valeria Nasti, Bernardo Russo, Immacolata Carandente. Le prime riunioni hanno raccolto molti delle imprese storiche campane come Marinella che ha raccontato di aver più volte trovato in vendita cravatte con il suo marchio contraffatto. “A vedersi una finta cravatta Marinella è molto simile a quella originale, è molto difficile accorgersi che si tratta di un falso – continua Tisbo – Stessa scatola, stessa confezione, eppure la qualità è assolutamente diversa. Ma a Marinella è capitato di trovarsi in negozio malcapitati che avevano avuto in dono la cravatta, che per qualche motivo la volevano cambiare, e non si erano accorti che si trattava di un falso”.

Per l’economia italiana la contraffazione è una vera e propria piaga. Basti pensare che i falsi made in Italy portano un volume di affari di 120 miliardi di euro all’anno contro i 40 miliardi che frutta l’export di prodotti legali. “Sono questi dati certamente in difetto perchè non conosciamo davvero tutta la merce contraffatta in circolazione. Diminuire la forbice tra questi due valori porterebbe un grande vantaggio economico all’Italia”, spiega Tisbo. In un momento di crisi in cui il coronavirus sta mettendo in ginocchio l’economia, combattere questa emorragia illegale di affari sarebbe un bene per l’economia italiana. “Nei prossimi mesi si prospetta uno scenario drammatico per il nostro commercio, come è successo a Wuhan – spiega l’avvocato –  Blocco dei viaggi, dei voli, della circolazione e scambio merci che potrebbero essere molto nocivi per le aziende del Sud. Per questo è importante lavorare per correre ai ripari”.

La commissione intende favorire l’internazionalizzazione dei prodotti made in Italy e risolvere tutte le problematiche ad essa connesse. Per fare un lavoro che sia davvero utile ed efficace gli avvocati lanciano un appello agli imprenditori: “Denunciate il più possibile casi di irregolarità anche se questo comporta affrontare un lungo iter giudiziario perchè è fondamentale che tutte queste difficoltà vengano a galla per poterle combattere al meglio”.