Un nuovo procuratore per la Procura di Salerno e una donna per la prima volta alla guida del Tribunale di Napoli. Il Plenum del Consiglio superiore della magistratura ha sciolto ieri la decisione su due nomine importanti per la giustizia campana.

La Procura di Salerno ha il suo nuovo capo. È Giuseppe Borrelli, fino a ieri procuratore aggiunto della Procura di Napoli, coordinatore del pool antimafia e vicario del procuratore Giovanni Melillo. Sessant’anni, in magistratura dal 1986, Borrelli ha cominciato come pretore ad Aversa per poi passare alla Procura circondariale di Napoli e occuparsi di infortuni sul lavoro; dal 1995 al 2007 ha fatto parte del pool di magistrati della Procura di Napoli, occupandosi di importanti inchieste di criminalità organizzata; per circa un anno è stato all’Ispettorato generale del ministero della Giustizia e dal 2009 al 2014 ha lavorato alla Procura di Catanzaro, per poi fare ritorno alla Procura di Napoli con le funzioni di procuratore aggiunto a capo della Direzione distrettuale antimafia.

Una lunga carriera, dunque, per gran parte vissuta in Campania, il che lo rende uno dei magistrati più esperti nella conoscenza del territorio e delle sue dinamiche. La nomina di Borrelli alla guida della Procura di Salerno, dove il posto era vacante dal settembre 2018 quando è andato in pensione Corrado Lembo, era stata proposta dalla Quinta commissione a luglio scorso, poi congelata per effetto del caso Palamara e ieri confermata dal plenum del Csm con 19 voti a favore, tra cui quello del pg della Cassazione Giovanni Salvi, e 5 astensioni. Si sono astenuti i consiglieri laici Stefano Cavanna, della Lega, Alessio Lanzi, di Fi, e Fulvio Gigliotti, in quota M5S, e i togati Giuseppe Marra, di Autonomia e Indipendenza, e l’indipendente Nino Di Matteo.

Una nomina importante per la Procura di Salerno, ufficio del pubblico ministero della seconda città campana, e in un momento storico che vede l’ufficio impegnato su una gran mole di indagini su connivenze tra politica e criminalità, appalti, delitti (il più eclatante quello del sindaco Angelo Vassallo che dal 2010 è un giallo irrisolto) e la Magistropoli calabrese, considerato che la Procura di Salerno è anche competente per indagini su magistrati del distretto di Catanzaro.

Da Salerno a Napoli. Il Tribunale della città ha un nuovo presidente e per la prima volta è una donna. Il plenum del Csm ha nominato Elisabetta Garzo, votata all’unanimità. Il presidente della Quinta commissione Mario Suriano ne ha sottolineato lo spessore professionale e ha espresso soddisfazione “per la prima donna alla guida del Tribunale partenopeo”. Il relatore, il laico Michele Cerabona, ha sottolineato “le pregresse e importanti funzioni semidirettive e direttive, svolte in due differenti uffici: presidente di sezione al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e al Tribunale di Vallo della Lucania e dal 2014 alla guida del Tribunale di Napoli Nord”. “È riuscita, grazie alle sue doti e alla sua capacità organizzativa a rendere il Tribunale di Napoli Nord che era in grave sofferenza per le carenze logistiche e di personale, in un ufficio efficiente e strutturato”. Soddisfazione è stata espressa anche dai consiglieri togati Antonio D’Amato (MI) e Michele Ciambellini (Unicost).