La maggior parte delle attività commerciali di Napoli e provincia non chiuderà (rinunciando alle ferie) in questo mese di agosto e alcune neanche a cavallo di Ferragosto. È quanto emerge dallo studio di Confesercenti Napoli e dai dati elaborati. «Molte nostre aziende – afferma il presidente di Confesercenti Napoli e Campania Vincenzo Schiavo – non possono permettersi di andare in vacanza perchè non hanno soldi. Restano aperte con la speranza di fatturare, nel tentativo di rimediare alle enormi perdite subite durante il lockdown. C’è la speranza di una inversione di tendenza che al momento non è prevista ed è probabile che resteranno dunque delusi».  Nel week-end di Ferragosto qualcosa cambia ma non troppo: appena l’11% della ristorazione chiuderà per ferie (come si evince dal grafico), per esempio, laddove in altri settori ci saranno più chiusure.

«Nei giorni a cavallo di Ferragosto – dice Schiavo– del settore abbigliamento resteranno aperti solo i negozi presenti nei centri commerciali che rappresentano il 12% del totale. Il 90% circa dei ristoranti di Napoli e provincia, nello stesso periodo, resterà invece aperto. Anche i supermercati, in larghissima parte, resteranno aperti nei giorni più caldi ma con personale ridotto. Molti imprenditori opteranno per una settimana di vacanza, specialmente quelli che operano nei centri cittadini le cui attività sono in zone piene di uffici». C’è inoltre netta differenza tra la prima e la seconda settimana, quella che cade dopo Ferragosto: in media solo il 10% delle attività di Napoli e provincia resterà chiuso.

Una forte differenza rispetto agli stessi periodi di 12 mesi fa, nel 2019. «Nella ristorazione – aggiunge Vincenzo Schiavo– solo il 7% degli esercenti chiuderà per 1 settimana e il 33% dei bar. Confrontando i dati con quelli relativi allo stesso periodo dello scorso anno, si evince che circa il 40% delle imprese non può più permettersi di andar in ferie perchè non ha indotto. Gli imprenditori cercano di sopravvivere restando aperti, nella speranza di vendere e di evitare il fallimento».